di ritorno dal Codemotion Milan 2015

Ed eccomi di ritorno dal secondo Codemotion dell’anno! Questa volta sono stato a Milano, dove ho seguito talk interessanti purtroppo solo per il giorno di sabato. Qui potete trovare altri articoli sul Codemotion di Roma.

Tralasciamo il disclaimer che do sempre, ossia che é importante andare alle conferenze perché si “annusano” i trend di oggi e di domani, e che comunque se non volete andare alle conferenze almeno aggiornatevi, perché tra 3-5 anni tutto sarà cambiato e voi… Meglio che non siate sempre gli stessi.

Parliamo del talk che mi é piaciuto di più : Ringpop, un modulo lato server scritto in Node e Go da quei pazzi di Uber. Fondamentalmente é un sistema distribuito per scrivere codice lato server, in modo che sia scalabile, fault tolerant e sempre aggiornato. Ringpop si preoccupa di replicare i vari moduli del server e fa in modo che se uno di questi casca, gli altri sono capaci di accorgersene e possono anche riattivarlo. Fiiigo.

Un altro talk degno di nota é quello di Mario Fusco sui paradigmi di programmazione concorrente per la JVM: secondo Mario l’unico paradigma che conosciamo tutti é quello basato sui thread, perché lo abbiamo studiato all’Università, ma é anche quello più inadeguato perché é così di basso livello che é facile che tutto vada in lock. E allora Mario proponeva una serie di paradigmi, che non cito tutti perché non ce li ho qui a portata di mano, ma comunque ne esistono almeno 5. Io ricordo il modello ad Attori, oppure RxJava, oppure i parallel streams con l’approccio funzionale introdotto in Java 8.

Il mio amico Gianluca Esposito ha poi presentato un talk su React Native, un framework che sta ottenendo un discreto successo di questi tempi. React di per sé é una libreria per creare la view di una webapp, e le sue prestazioni e il modello concettuale sono stati di sicuro l’innovazione frontend dell’anno, così come questo è stato l’anno della consacrazione per Angular.

Due parole su React Native, e del perché é meglio di Ionic/Phonegap/you-name-it : una volta imparato React si utilizzano gli stessi concetti (non si deve imparare nulla di nuovo) per creare webapp native che non girano in una webview, anzi i vari blocchi vengono renderizzati come componenti nativi veri dunque massima performance. E anche lo sviluppo é facilitato dal live reload che la piattaforma offre.

Altro talk degni di nota: “da Angular a React” (da cui ho preso l’immagine che vedete allegata), in cui lo speaker parlava principalmente delle difficoltà concettuali che ha avuto lui nel capire React, soprattutto quando vieni da un framework all-inclusive come Angular.

E ora? Aspettiamo con ansia Codemotion Rome 2016!

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