Come riconoscere (e perché assumere) un buon “giocatore di squadra” 

Un buon “giocatore di squadra” ha queste qualità:

  • Voglia di superarsi, fare più del dovuto per quell’extra che fa la differenza
  • La capacità di essere una persona che fa “gruppo”, che sa stare con gli altri e sa comunicare
  • L’umiltà di mettere da parte l’ego per il bene del gruppo.

Se manca una sola di queste tre qualità, il team intero ne risentirà.

Questo é un sunto del libro “The Ideal Good Player“, ma potrei anche dire che é un sunto della mia esperienza lavorativa. Avendo lavorato con tante persone, sia più junior che senior di me, ho visto centinaia di casi umani da manuale:

  • La persona che senza neanche presentarsi ti definisce bugiardo / incapace / you know it…
  • La persona che pretende il tuo aiuto
  • Colui che si prende il merito di una tua idea o, peggio, di una tua esecuzione
  • Quello con cui non ti trovi bene
  • Quello con cui tutto il team esibisce problemi relazionali (se é il capo, ahia! )
  • Quello che se ne frega di quello che fai, e come, l’importante é che lo fai in tempo
  • Colui che dice sempre che é colpa di qualcun altro
  • Quelli che nei meeting hanno sempre qualcosa da dire
  • …..!

I colleghi con cui mi sono trovato meglio invece erano:

  • Quelli con cui ti puoi fare una pausa caffé in tranquillità, anche per parlare di un problema di lavoro. (Esistono studi sul fatto che le pause caffé contribuiscono a risolvere problemi)
  • Quelli che sono davvero appassionati di ciò che fanno
  • Quelli che il lavoro é il loro hobby preferito
  • Quello a cui ho chiesto aiuto, anche alle 18, ed é rimasto con me a risolvere un disastro…

Non siamo tutti uguali e non siamo sempre nella stessa categoria, anzi in base ai progetti, momenti, colleghi noi stessi cambiamo umore e atteggiamento. Io stesso sono stato un pessimo stronzo e un generoso altruista, con le stesse persone a distanza di poche settimane!

Un’altra verità é che rockstar vere e proprie nel mio settore non le ho conosciute (tradotto: non ci ho mai lavorato assieme). Sto parlando di persone capaci di programmare una libreria da soli, nel tempo libero.

Di sicuro esistono, perché il web é pieno di persone con le palle che sanno quel che dicono; ma in generale, la stragrande maggioranza é fatta di medi o medio-scarsi.

Siamo dunque condannati alla mediocrità?

No!

Ci sono studi scientifici che riescono a dimostrare come l’intelligenza del gruppo sia superiore di quella del fuoriclasse.

Questo significa anche che, una volta formato il team giusto, avrete tra le mani un mostro capace di giocarsela con Cristiano Ronaldo (nelle ipotetiche olimpiadi della calcio-programmazione).

Ma… C’é sempre un ma. I dipendenti non vanno solo trovati, assunti e foraggiati con lavoro e soldi; bisogna anche coccolarli, farli crescere (competenze, responsabilità…), dargli uno scopo. Motivarli. Se lo saprete fare, potrete giocarvela alla pari con tutto il Portogallo e, perché no, vincere l’Europeo!

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