Quali sono gli svantaggi del lavoro da remoto?

Salvo sporadiche trasferte a Biella, dove risiedono gran parte dei miei colleghi, io lavoro prevalentemente da remoto, a Salerno.

Quando lavoravo in un’azienda tradizionale pensavo al lavoro da remoto come la liberazione da tutti i mali; non ho cambiato idea, ma adesso sono più consapevole che ci sono anche dei lati negativi, che tra l’altro impattano poco sulla qualità del lavoro e molto sulla qualità della vita.

1. Camminerai molto meno

Grazie all’Activity Tracker che ho comprato da qualche anno possiamo fare un’analisi sui passi fatti quando lavoravo in azienda e da remoto.

Questa è una settimana tipo del lavoro in azienda. Le misurazioni risalgono a gennaio 2016:

Quella settimana ho fatto 78.000 passi - sono più di 10.000 passi al giorno. (Il sonno è sempre stato un problema, mi piace andare a letto tardi).

Una giornata di lavoro tipica era così composta:

  • 6.50: sveglia
  • 7.25: autobus per Napoli
  • 8.15: arrivo a Napoli, se è bel tempo vado a piedi (circa 15-20 min).
  • 8.45: arrivo in ufficio … inizio giornata di lavoro
  • 18.00: fine giornata di lavoro, a piedi verso l’autobus (15-20 minuti)

2 volte a settimana c’è allenamento e il weekend poteva capitare una partita di tennis.

Passiamo ora allo stesso periodo (più o meno) del 2017, quando già lavoravo da remoto. Aggravante: c’è anche una neonata per casa, che a 2 mesi richiede molte attenzioni :)

Lasciamo stare la notte del venerdì, in cui ho probabilmente tolto l’orologio, per il resto il grafico è molto indicativo. 

Il numero di passi è sceso a 51000: 27000 passi in meno. 

La mia giornata tipica è così cambiata: 

  • sveglia intorno alle 8:00, colazione, etc.
  • ore 9:00: mi sposto nell’ufficio di fianco casa, dove lavorano anche altre persone che però fanno altro.
  • ore 18:30-19:00: finisco di lavorare e mi dedico a famiglia, hobby, sport, etc.

Gli allenamenti di tennis sono rimasti invariati, sempre 2 a settimana, più una partita nel weekend.

Morale: lavorando da remoto non solo potrete organizzare il lavoro come credete, ma anche la vostra vita. Cercate di non soccombere alle comodità: praticare sport non basta.  Serve un’attitudine a fare di più.

Soluzione: mi impegnerò a fare una corsetta / passeggiata la mattina. Chi viene con me?

Scompare la cognizione del tempo, soprattutto se il problema è interessante

Quando lavoravo in un’azienda tradizionale solo alcuni problemi erano interessanti, più spesso era il solito copia & incolla. Alle 17.50 mi buttavo giù per le scale felice di aver completato un’altra giornata di lavoro, per prendere l’autobus e tornare a casa.

Adesso invece mi piace trovare soluzioni sfiziose anche a problemi semplici, e in generale mi diverto a programmare “a modo mio” (nel miglior modo possibile, coi test automatici, code coverage, etc).

La cognizione del tempo sfugge: non sono mai stato molto disciplinato, e sono anche una persona che si distrae facilmente; ciò non aiuta.

Così capita spesso di restare a programmare fino alle 19 e anche le 19.30, tant’è che rischio di fare tardi agli allenamenti e sentire mia moglie brontolare: “ma quando torni? non starai lavorando troppo?”

Una volta pensavo che lavorando da remoto avrei eliminato tutte le distrazioni; anche se ho beneficiato di molti effetti positivi, mi sono ritrovato a lavorare di più.

Soluzione: anche qui, essendo un fattore direttamente dipendente da me, disciplina.

Mancanza di colleghi con cui discutere a grandi linee di informatica

E’ bello internet, è bello facebook, è bello hacker news. E’ bello twitter, slack, e il blog. Ma certe volte vorresti alzare la testa e sentire l’opinione di qualcuno che “ne capisce”. Classiche domande che un collega può aiutare o comunque mostrare empatia:

  • Devo comprare un computer nuovo, che prendo?

  • Perché venerdì compilava, e oggi (lunedì mattina) no?

  • Hai sentito l’ultima di Microsoft / Apple / Facebook / Google … ?

  • Chissà se esiste una libreria che fa X-Y-Z (elenco di feature) ?

Per non dare segni di schizofrenia preferisco lavorare da un ufficio vicino casa, dove ci sono altre fantastiche persone che si occupano di altro; sebbene si inizino le migliori discussioni generali, a volte sarebbe meglio chiacchierare con qualcuno che “parla la tua lingua”.

Per questo motivo, quando posso, vado a lavorare a Salerno città dove altri amici informatici (anch’essi lavoratori da remoto) possono raggiungermi e lavorare insieme. Il consiglio, dunque, è di lavorare da un coworking e mai da casa

Curiosità: andare a lavorare a Salerno costa (parcheggio e benzina) ma cammino anche 3-4000 passi in più.

Conclusioni

Resto dell’opinione che lavorare da remoto permette di migliorare la qualità del singolo e trovare i migliori talenti su scala più ampia; ma chi lavora da remoto ed è alla prima esperienza deve sapere che tra tante rose ci sono anche alcune spine. 

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