[libri] Sei proprio il mio typo: la vita segreta dei caratteri tipografici

Questa è la storia di un libro che ho comprato due volte.

La prima volta purtroppo l’ho perso in aereo, dopo un primo capitolo che raccontava la storia del Comic Sans (puoi leggere un mio riassunto al link precedente!).

L’ho quindi ricomprato e me lo sono finito, scoprendo la storia segreta dei font.

Già, i font: su questo blog uso un (o una?) font (Libre Baskerville), ossia un insieme di disegni che compongono i caratteri, realizzati da artisti di tutto il mondo che spesso non vedono riconosciuto il loro lavoro.

I primi font risalgono addirittura a Gutemberg, e in passato realizzare un font era un lavoraccio da fonderia: oltre alla parte dei disegni, bisognava poi fondere il metallo per realizzare i singoli caratteri in tutte le forme e misure. Le fonderie/tipografie poi rivendevano questi stampi a chi volesse utilizzarli per i propri progetti!

Quindi, non tutti i caratteri erano disponibili ovunque, e spesso le fonderie si copiavano tra loro.

I font più usati al mondo sono stati tutti realizzati nel 1900, quando non c’erano neanche i PC.

La prima macchina da scrivere che permetteva di cambiare font fu la IBM Selectric, cambiando la testina. Ecco un video della Selectric all’opera:

IBM Selectric ball head typewritter

Torniamo al libro: Oltre ai font più famosi e a curiosità tipografiche, c’è anche la storia delle persone che lo hanno realizzato, gente che lavora per un ideale di bellezza molto diverso da quello che immaginiamo noi. Nessuna è diventata ricca.

Il font più usato al mondo risulta infatti l’Helvetica, specialmente per i titoli:

Altri font famosissimi sono il Gill Sans, il Futura, l’Univers

Chi dovrebbe leggere questo libro

Avete mai sentito la leggenda metropolitana che basta cambiare la font di un sito e questo sembrerà completamente rinnovato? Che ci crediate o no, il mondo si accorge di queste cose. Nel 2009 Ikea fu messa alla gogna per aver cambiato il font del suo catalogo, dal Futura al Verdana

Io che sono un programmatore, e che spesso mi trovo a implementare il design degli altri, ho trovato questo libro interessante e gradevole.

In generale se vi occupate di design a qualsiasi livello (packaging, pubblicità, marketing, web…), questo libro dovrebbe essere nella vostra lista.

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