La mia esperienza col Test Driven Development

Il Test Driven Development è una pratica mistica: consiste nello scrivere prima i test e poi il vero e proprio codice che ti serve per realizzare quella funzionalità.

Faccio un esempio: immaginiamo di dover realizzare una funzione cercaSuCanale5() che, presa in input una data (es. 2018-12-31 e una stringa (es. concertone) ritorni tutti i programmi che su Canale quel giorno 5 contengono quella stringa nel titolo o nella descrizione.

E’ un caso semplice, magari richiederà qualche ricerca per trovare le API da interrogare per tirare fuori i dati giusti, oppure se abbiamo questi dati disponibili nel db li andremo a prendere da lì, ma è un caso abbastanza interessante per discutere di testing.

Se realizzo questa funzionalità col TDD, prima ancora di scrivere la vera e propria funzione cercaSuCanale5() , scriverò questi casi:

  • un test che deve rispondere con un’eccezione quando chiamo la funzione con una data null.
  • Un test che deve rispondere con tutta la programmazione televisiva di quel giorno, se invio una data, ma la stringa è null o vuota.
  • Un test che, data una data valida e una stringa (es. concer) ritorna gli eventi che contengono questa stringa nel titolo o nella descrizione per quella data.
  • Un test che, data una data valida e una stringa implausibile (es. abcdefgh123) ritorna una lista vuota.

Hai notato? Solo per scrivere questi test abbiamo in pratica definito come si comporta la nostra funzione. Questo è un ottimo motivo per fare TDD: ha un funzione documentativa del codice.

Tornando ai test, la cose si fanno difficili quando la nostra funzione accede a qualcosa di esterno per elaborare i dati. Ad esempio, se cercaSuCanale5() chiama un’API esterna, chi ci garantisce che per la stessa data e la stessa stringa i dati saranno sempre gli stessi? Stesso dubbio per un’eventuale implementazione su DB: magari chi gestisce API o DB impone che dopo 1 anno (o un giorno!) quei dati vengano cancellati, per cui il test dopo 1 anno (o un giorno!) non funzionerà più.

Per evitare tutto questo, in genere nel test si mocka la chiamata a tutto ciò che è esterno, ossia si dice al test che quella chiamata esterna deve essere sostituita da un mock che risponderà sempre allo stesso modo.

Già qui i detrattori del TDD diranno che, nel momento in cui introduciamo i mock, stiamo sostituendo il mondo reale con una finzione e tanti casi reali non saranno più riscontrabili. Purtroppo è vero, un mock è una semplificazione, ma è l’unica opzione che abbiamo quando abbiamo a che fare con dati mutabili.

Ecco altre fantastiche “regole” del TDD:

  • i test scritti devono fallire tutti prima di scrivere la vera e propria funzione
  • mai scrivere codice di produzione senza un test che fallisce
  • se accade un bug in produzione, scrivi prima un test che lo riproduce e poi correggi il bug (e il test)

La mia esperienza col TDD

Alla mia prima esperienza lavorativa mi hanno iniziato al TDD: “scrivi prima il test e poi il codice. In questo modo avrai chiaro cosa il tuo codice deve fare, e come”.

Addirittura una delle pratiche era che quando scaricavamo un modulo da SVN dovevamo lanciare i test, se questi fallivano potevamo anche richiamare l’ultimo collega che aveva committato senza correggere i test.

Bello.

Poi abbiamo iniziato a correre, perché le scadenze non venivano rispettate, e la prima cosa che succede quando corri è che butti a mare la qualità. Di conseguenza i test iniziarono a scarseggiare.

Inoltre, questo lo notano pochi, i test sono altro codice da manutenere: quando fai una modifica al codice dell’app (e il codice cambia, perchè cambiano i requisiti) devi inevitabilmente fare modifiche anche al codice del test, e questo porta via fino al doppio del tempo. Quante aziende hanno schedule così rilassate da poterselo permettere?

Alla fine faccio alcuni test unitari, molti test di integrazione in cui mocko db o chiamate esterne, e la priorità é di testare ciò che é difficile da testare a mano.

Tutto questo discorso vale, nel mio caso, per il backend, perché per il frontend mi sono ritrovato da solo a voler scrivere test - per gli altri non era nemmeno un’opzione!

Non mi arrendo però: ora che devo mettere mano a codice React e Vue, voglio assolutamente riprovare a scrivere codice di test per il frontend, e vedere a quali benefici porta.

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