Dovrei partecipare al programma Erasmus?

Anche io ho partecpato al programma Erasmus, era il 2006, l’anno dei mondiali e io ero a Siviglia. Non avete idea di quanto sia appagante vincere un mondiale all’estero.

Basandomi sui miei ricordi: prima di partire hai paura, il primo mese che stai lì ti chiedi ma chi te l’ha fatto fare mentre cerchi casa, fai la spesa, ti iscrivi ai corsi; il secondo mese è insieme al primo il più duro, pensi di aver fatto la cazzata più grande della tua vita, non capisci la gente quando parla, non sai cosa fare e dove andare, un po’ ti senti solo se non hai nessuno (e io partii da solo)…

Poi venne fuori la faccia di bronzo. Un giorno sentii parlare in italiano in autobus e chiesi “hey, sei Erasmus? ma dove diavolo uscite la sera?”; un altro giorno incontrai degli studenti spagnoli che festeggiavano un’Italian Day con dolci italiani (disgustosi e mai mangiati prima) e in pratica finii a uscirci insieme e a correggergli i compiti, etc etc.

Il terzo mese inizi a pensare che l’Erasmus è una figata pazzesca, il quarto il quinto e il sesto speri non finisca mai e inizi a progettare fughe, rimpatriate, anche se già sai che tante cose dovranno necessariamente finire lì.

E in tutto questo c’è che ti lasci con la ragazza o ne trovi una nuova, si conoscono persone di tutto il mondo, si imparano nuove lingue e si girano continenti. Anche i sentimenti si mettono a dura prova.

Dal punto di vista accademico ho avuto un problemaccio con lo spagnolo andaluso, In pratica i primi tre mesi di corso non ho capito nulla. Io, mai bocciato, in Spagna feci un solo esame su tre preventivati, ma quando tornai in Italia superai quei due esami con 30&lode.

Chiunque dovrebbe fare l’Erasmus. Anche chi non va all’università. Specialmente chi è fidanzato/a. Specialmente chi ha paura.

Tutti.


Quest’articolo era, in principio, un commento a un post su facebook. In bocca al lupo a tutti quelli che parteciperanno al programma.

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