Viviamo tutti in una grande simulazione aliena? Sembra di no

Esitono persone che ritengono che viviamo in una grande, enorme simulazione al computer, magari realizzata da una civiltà aliena che ci sfrutta o ci osserva, manco fossimo al Grande Fratello.

Se non avete ancora chiuso il browser, sappiate che tra i sostenitori di questa teoria ci sono principalmente scienziati e tecnologhi di tutti rispetto, come Stephen Hawking e Elon Musk.

Perché credere alla simulazione…

non esistono prove, ma supposizioni e indizi. Ad esempio, il fatto che l’universo sembra avere un inizio temporale e dei confini fisici ben precisi. Il fatto che gli atomi si possano dividere in Quark, ma fino a un certo punto: poi sono indivisibili. Quindi, questo fatto che il mondo analogico avesse dei limiti discreti era la prima causa di sospetto per la frangia più sci-fi della scienza.

…Ma esistono prove che NON siamo in una simulazione

Alcuni scienziati hanno recentemente realizzato uno studio su un esperimento non riuscito, e un interessante corollario di questo fallimento sembra proprio essere che l’universo non é una simulazione.

A metterlo nero su bianco sono due scienziati, Zohar Ringel e Dmitry Kovrizhi, che hanno provato a simulare un particolare effetto elettrico chiamato Quantum Hall che rileva anomalie nello spazio-tempo, tramite un metodo analitico chiamato Quantum Monte Carlo.

Senza scendere nei dettagli, che richiedono più di un dottorato in fisica quantistica, l’idea è questa: se esiste un fenomeno in natura che obbedisce a delle leggi, che noi abbiamo “più o meno” capito, potremmo inserire queste leggi in un computer e simularlo. E’ come programmare al pc le leggi che governano il moto di un’auto, o il calcio di un giocatore di PES a un pallone.

La “scoperta”, per questi scienziati, è che questo particolare fenomeno sembra essere irrealizzabile all’interno di un computer. In particolare, se ne riescono a calcolare gli effetti finchè gli elettroni (e gli atomi) in gioco sono pochissimi, ma non appena diventano qualcosa come 2-300 (stiamo parlando di elettroni!) un computer richiederebbe tempo esponenziale per calcolare un risultato. E come disse una volta un mio prof, 2^300 (due alla duecento) è più o meno il numero di atomi presenti nell’universo!

E se si fossero sbagliati?

Ci sono ancora troppe variabili in gioco per poter dire che la questione sia conclusa. Alcune delle domande a cui onestamente non sappiamo dare una risposta:

  • E se gli scienziati avessero sbagliato l’algoritmo, o i calcoli?
  • E se la simulazione non fosse possibile con le tecnologie attuali, ma lo sarà con quelle del futuro?
  • E se gli alieni che hanno programmato la nostra simulazione avessero deliberatamente inserito dei “glitch” all’interno del nostro universo per non farci andare troppo oltre?
  • Che senso ha vivere (e morire) se siamo in una simulazione che dura da 13.82 miliardi di anni?
  • Gli universi paralleli sono altre simulazioni lanciate in contemporanea alla nostra, ma con dati iniziali diversi?
  • Le bollette, le rate del finanziamento e il mutuo sono reali?