We' waglio', vuoi venire a lavorare nella mia startup?

Ricevo almeno due richieste al mese per collaborare con startup. Più o meno il copione è sempre lo stesso:

  • “Ciao Michele, non ci conosciamo, ma ti ho trovato on line e ho pensato di parlarti della mia startup…“
  • “Dimmi!”
  • “Abbiamo questa idea rivoluzionaria, sorprenderemo il mondo, non abbiamo competitor, etc etc”
  • “Fantastico! Dove posso vedere una demo?”
  • “No, per ora non abbiamo ancora nulla. Anzi, stavamo proprio cercando qualcuno che voglia collaborare con noi per realizzarla… Per caso sei interessato?”
  • “Quindi non c’è nulla? solo un’idea nella tua testa?”
  • “C’è molto più dell’idea! Ho quasi fatto tutto, manca solo il prodotto!”
  • “…”
  • “Ti darò una quota importante della società, il 30%”
  • “…”

Michele, sei troppo spocchioso

Cari amici startupper, E’ dal 2012 che è esplosa la moda in Italia. Non so se ve ne ho mai parlato ma il mio rimpianto più grande è quello di non aver lavorato in una startup, da neolaureato; ma questa è un’altra storia che approfondirò successivamente.

Ciò che sbagliano tutte le persone che mi contattano (e giuro che sono almeno due al mese) è che pretendono che io debba rimanere affascinato dal loro racconto e quasi quasi debba chiedere io di lavorare per loro. Non funziona così.

Innanzitutto, la mia tolleranza al rischio si è abbassata di molto. Ora che ho una figlia ci penso 10 volte prima di prendere qualsiasi scelta che possa compromettere non la mia vita, ma la sua. Per questo motivo il momento migliore in cui si deve lanciare (o lavorare per) una startup è subito dopo l’università, quando si è ancora ragazzini e c’è un fantastico paracadute, ossia mamma & papà.

Lavorare per una startup implica un periodo più o meno lungo di lavoro senza un’entrata fissa, che in genere arriva quando si realizza una delle seguenti condizioni:

  • Un investitore ci mette i soldi
  • La startup trova dei clienti paganti

Trovare un investitore è difficile:  in Italia i fondi di investimento disposti a finanziare qualcosa si contano sulle dita di una mano. E se ti danno il cash, te lo danno quando hai almeno un MVP o una demo da mostrare.

Per questo penso che in Italia convenga partire con l’idea di fatturare prima possibile, per quanto difficile questo possa sembrare.

Motivo per cui scarto tutte le startup che non sanno rispondere alla domanda “come intendi fare soldi?”.

Tra CEO e CTO deve esserci qualcosa di più forte di un matrimonio

Leggevo un interessante articolo in cui si diceva che il 65% delle startup non falliscono perchè non trovano clienti o investitori, bensì perchè i fondatori litigano.

Mettiamoci nei panni dell’aspirante startupper che ho citato prima: contatta persone a caso su facebook chiedendogli di lavorare alla sua idea.

Troverà mai qualcuno? Gli auguro di si, ma non penso proprio che succederà in maniera così scontata. Ma chi?

Dovendo lavorare con qualcuno per lanciare un’azienda, con l’ansia costante di finire i soldi, le persone che fanno nascere una startup dovrebbero essere:

  • affiatate tra di loro
  • avere lo stesso obiettivo
  • persone che si fanno guidare dai “numeri” e non dai sentimenti.

Una coppia di sposi litiga in media 321 volte in un anno (Statistiche USA eh, io e mia moglie litighiamo molto meno 😂) eppure nel migliore dei casi restano insieme per tutta la vita; Tra fondatori di una startup deve esserci un grado di alchimia più forte, visto che in questo caso non c’è amore ma ambizione.

E qui andiamo a finire su un’altra fissa dei founder: sono così convinto che debba funzionare, che funzionerà. Purtroppo non funziona così. Lo startupper eccellente fa esperimenti continui, verifica con i numeri che le sue ipotesi erano corrette, e se sono sbagliate, cambia modello di business.

Perchè non riesco a trovare sviluppatori per la mia startup?

Tutti quelli che contatto mi dicono che sono impegnati o che non stanno valutando di cambiare lavoro. Io però offro di diventare capi in un’azienda che sarà anche loro. Perchè non accettano?

I motivi possono essere tanti e diversi. Ad esempio:

  • Il rischio. Lo sviluppatore non vede prospettive nell’idea proposta e teme di rimanere con nulla in mano nel giro di poco.
  • La sensazione di inadeguatezza. Chi sono io per mettermi a fare il “capo” in una startup?
  • La mancanza di risparmi accantonati. Senza soldi, è impossibile lavorare per un lungo periodo senza entrate.
  • Quando si propone uno stipendio, questo è molto basso. Un altro motivo per cui bisogna cercare tra i neolaureati.
  • Quando lo stipendio è basso, si propongono le equity. Per me le equity di un progetto in cui non credo valgono zero.
  • Perché sembra che il grosso del lavoro lo debba fare proprio io. Se il mio fantomatico CEO dice di aver fatto “tutto”, tranne il prodotto, mentre io svilupperò lui che fa?
  • Perchè io a questo CEO non lo conosco e non so se mi sta antipatico. Come fai a fidanzarti con uno che non conosci?

E’ possibile superare questi problemi? Troverò sviluppatori per la mia idea?

Ho dei consigli a riguardo, non posso garantire nulla, ma certe cose funzionano meglio di altre. Ne parlerò in futuro. Intanto, se avete critiche, suggerimenti o impressioni, i commenti sono qui sotto.