BASTA! ai powerpoint fatti male

Questo articolo l’ho riadattato nel 2009 su un vecchio articolo di Paolo Attivissimo; ogni tanto qualche amico mi dice che deve preparare delle slide e io continuo a ripetere questi suggerimenti. Magari possono essere utili per chi deve ancora preparare le slide della tesi, o si sente insicuro. Seguite questi consigli: io l’ho fatto e ancora oggi ricordano le mie presentazioni all’università.


Visto che in questa benedetta laurea specialistica ci stanno abboffando di progetti che consistono, spesso, in una relazione finale con tanto di presentazione pauerpointpowerpoint, ho trovato un bellissimo elenco puntato con i punti più importanti da tenere a mente quando si realizza una presentazione.

L’articolo originale parla del programma PowerPoint, che in origine era solo per Mac.

  • Non voltate le spalle al pubblico. Il pubblico è lì per ascoltare voi, per sentirvi parlare dal vivo, non per guardare le slide. Trovate la maniera di tenere sotto controllo cosa c’è realmente sullo schermo dietro di voi senza voltarvi e mantenete il più possibile il contatto visivo con il pubblico.
  • Evitate fiumi di testo. Le slide non devono essere come pagine di libro. Se lo sono, la gente farà fatica a leggerle e a seguire contemporaneamente quello che state dicendo. Devono contenere poche parole essenziali: il discorso articolato dovete farlo voi.
  • Non leggete le slide. Chi legge mentalmente va molto più veloce di chi legge ad alta voce, per cui ripetere pari pari il contenuto delle slide è mortalmente noioso.
  • La presentazione non è la scaletta delle cose che dovete dire.Deve essere un complemento arricchente al vostro discorso: non deve essere lo schema del discorso. Quello va messo nelle note su schermo che il pubblico non vede, oppure su un foglio di carta.
  • Evitate scritte microscopiche e grafici troppo intricati. E’ una presentazione, santo cielo, non un esame della vista. Il pubblico non riuscirà a cogliere tutti i dettagli, se sono minuscoli.
  • Evitate schemi di colore troppo sgargianti, ma anche quelli banali. Il già citato testo giallo su sfondo blu è da evitare il più possibile, come lo sono i colori psichedelici. I modelli predefiniti dei programmi per presentazioni di solito sono un buon compromesso, ma bisogna ricordarsi di usarli e di variarli periodicamente. Tenete presente che le condizioni di luce di una proiezione sono sempre peggiori di quelle nelle quali guardate la presentazione sul vostro monitor.
  • Usate immagini efficaci. Non ricorrete alla clipart insignificante e già vista: ricorrete a foto d’impatto, divertenti o simboliche, che aggiungano contenuto invece di complementare le parole. Se potete esprimere un concetto esclusivamente mediante un’immagine, fatelo.
  • Spezzate le slide prolisse. Troppi concetti in una singola slide non verranno memorizzati. Suddivideteli su più slide.
  • Preparate un’introduzione accattivante e una frase finale memorabile. Non siete lì per fornire a voce quello che potreste distribuire come stampato. Ogni presentazione è, a modo suo, uno spettacolo emozionale. Se non mostrate che quello di cui parlate vi appassiona, non potete pretendere di appassionare il pubblico.
  • Provate, provate, provate. Fate passare e ripassare le slide per assicurarvi che le transizioni avvengano correttamente e che gli elementi di ogni slide appaiano nell’ordine giusto. Esercitatevi a fare la presentazione provandola ad alta voce per controllarne i contenuti e la durata.
  • Controllate l’ortografia. Lasciare strafalcioni è il modo migliore per comunicare al pubblico che siete superficiali e disattenti.
  • Non mostrate al pubblico il contatore del numero delle slide. Questo spinge lo spettatore a fare un conto alla rovescia mentale e a concentrarsi sul “quanto manca ancora” invece che sui contenuti. Non c’è niente come vedere “1 di 178″ per far scappare il pubblico o indurlo a simulare malori.
  • Attenti alla cliccata fantasma. Alcune transizioni richiedono tempo per essere visualizzate. Se cliccate prima che siano finite, credendo che il computer non abbia “preso” la cliccata precedente per andare avanti, finirete nella slide successiva e vi perderete. Tenete d’occhio gli indicatori sul vostro schermo, che segnalano quando ogni transizione è stata completata.
  • Memorizzate i tasti d’emergenza. Se scappa una cliccata fantasma, o volete saltare una slide o tornare indietro, segnate su un Post-it i tasti da usare. Vi servirà nei momenti di panico.
  • Includete solo quello che vi serve per illustrare il concetto. Non rimpinzate la presentazione di dati irrilevanti.
  • Provate le connessioni. Verificate in anticipo che il vostro computer sia compatibile con il videoproiettore e se possibile lasciatelo collegato e impostato. Assicuratevi che l’alimentatore del computer sia inserito e alimenti correttamente il computer, altrimenti la vostra presentazione verrà interrotta tragicamente dallo spegnimento del PC.
  • Spegnete screensaver e risparmio energetico. Se parlate troppo a lungo su una slide, non volete che lo schermo dietro di voi diventi nero o, peggio ancora, faccia scorrere sul megaschermo la vostra collezione di foto porno.
  • Preparate un backup; anzi due. Tenete una copia della presentazione su una penna USB e generatene una versione in formato PDF, da mettere anch’essa sulla penna. Il PDF funzionerà su qualsiasi computer d’emergenza. Stampate una copia della falsariga della vostra presentazione. La carta non crasha.
  • Usate il vostro computer; se necessario, insistete. Specialmente se c’è poca luce in sala, rischiate di non trovare i tasti dove siete abituati a trovarli, e il software e il sistema operativo possono essere differenti e incompatibili. A volte basta una versione leggermente differente di software per rovinare l’impaginazione, ed è facilissimo che il computer altrui non abbia i vostri font prediletti.
  • Non guardate la persona che sta dormendo. C’è sempre, anche se la vostra presentazione tratta di lingerie per pornostar, e se cominciate a fissarla perderete irrimediabilmente entusiasmo e concentrazione.

Un grazie a Paolo Attivissimo e ai suoi articoli divulgativi. 10 anni fa mi ha portato sulla strada dell’informatica – e linux era ancora “robaccia” in bianco e nero.

Un giorno vi farò vedere le “mie” slide, fatte per i vari corsi & progetti. Se mi va. E voi che ne dite? Avete altri suggerimenti?

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